Cascina Camposoglio di Pioltello

Storia della Cascina Camposoglio:

Complesso di architettura rurale risalente al XVIII, presente nel catasto di Carlo VI, ai confini dell’area protetta del Bosco della Besozza sita nell’Hinterland dell’area di Milano, più precisamente a Pioltello. Non si hanno informazioni precise in merito alla sua nascita ed al suo periodo di attività ma si è certi del recente abbandono.

Complesso di pianta quadrangolare a corte chiusa composto da un cortile (o aia), una casa patronale con loggia, un’ala colonica con i bagni comuni posti distaccati posteriormente ad essi, un’area per lo stoccaggio del fieno ed un paio di stalle per il contenimento degli animali (riconoscibile dagli abbeveratoi). Vi sono presenti altri due edifici, uno assomigliante a una casa patronale ma di dimensioni ridotte ed un’altra di dubbia funzione. L’ala colonica era divisa su due piani: il primo piano dove vi erano le stanze da letto collegate tra loro da un ballatoio, protetto da una ringhiera unica, raggiungibile da una scala.

Le stanze al piano inferiore vi erano i soggiorni o stanze comuni dove vi erano dei camini per il riscaldamento delle varie stanze grazie al calore della canna fumaria.

L’ultimo periodo in cui è stato abitato il complesso risale alla seconda metà degli anni Ottanta, una occupazione in tacito accordo con la proprietà di allora, la “Invernizzi”, finita con lo sgombero e le assegnazioni come case popolari con una rivendicazione politica: il riconoscimento di nucleo familiare anche ai singoli. Al suo interno si svolsero diverse attività, tra cui apicultura, un’area ristoro, un laboratorio di serigrafia e un teatro concerti attraverso la costituzione di una cooperativa.

Grazie ad un video amatoriale risalente alla metà degli anni 80 presente su YouTube nel canale GFBvideo (per vedere il canale clicca qui) abbiamo constatato come il complesso fosse pochi anni prima della sua totale dismissione.

Il forte degrado dovuto allo stato di abbandono ci ha limitato la visione di alcune aree della corte lombarda con nostro dispiacere a causa della sua bellezza architettonica che la compone.

Un grande “Grazie” all’amministratore del canale GFBvideo, Fabio, per l’utilizzo del suoi video, riguardanti la cascina Camposoglio, da noi utilizzati nel nostro video (che pubblicheremo a breve) per mostrarvi come il complesso fosse prima dell’attuale stato di degrado.

Aggiornamento: grazie alle preziose informazioni pervenuteci da Alessandra Bosio, abitante di Limito di Pioltello la cui famiglia è insediata da diverse generazioni, siamo venuti a conoscenza di una parte della storia della cascina.

Nei primi anni del 1600 ci fu una grande crisi che coinvolse le cascine per i più disparati motivi. Tra il 1600 e il 1700 (data non precisata) Camposoglio era di proprietà della nobildonna Eleonora dei Caprini di Gusmano, cortigiana di corte dell’imperatore di Germania, vedova e senza figli.

La cascina, la cui impostazione è tipica della cascina lombarda medievale, subì il tentativo di trasformazione da abitato rustico a villa nobiliare di campagna. Lo si denota infatti dall’atrio di colonne cinquecentesche in granito di Baveno e i cornicioni della facciata esterna. La nobildonna pare trattasse tutte le persone che avessero in qualunque modo rapporti con lei in malo modo e senza alcuna comprensione della loro dignità. Difatti, a quanto risulta ella doveva essere una donna bisbetica e avara.

All’interno di Camposoglio c’era una piccola chiesa dedicata a San Rocco, che i frati o monaci avevano lasciato ma che la nobildonna si era affrettata a far propria.

Al suo interno vi erano numerosi affreschi che raffiguravano il presepio, San Francesco e San Gerolamo. Anche la facciata della chiesa era ornata da numerose pitture e al suo fianco vi era un campaniletto con una capanna.

Il parroco di Limito, una volta a settimana andava a Camposoglio a dir messa, sempre se ne aveva d’accordo la nobildonna altrimenti doveva tornare indietro.

A ora non siamo riusciti a pervenire altre notizie inerenti a Camposoglio, corrono voci che di notte si possa sentir presenza dello spirito di Eleonora che aleggia ancora nella cascina.

Se vuoi vedere tutte le foto clicca qui!


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